Cronaca di Polizia su Castellaneta e Taranto

Dalle prime ore della giornata di oggi la Polizia sta eseguendo 12 misure cautelari, di cui 11 in carcere e una ai domiciliari, disposte dal Gip di Taranto su richiesta della locale Procura della Repubblica nei confronti di un gruppo dedito stabilmente ad attività di spaccio di cocaina, eroina, hashish e marijuana nella città vecchia di Taranto. Contestuali all’esecuzione delle citate misure sono pure alcune perquisizioni domiciliari, operate col supporto di unità cinofile della Polizia di Stato.

L’operazione si chiama “Bazar” perché, spiega la Questura, gli spacciatori “come in un bazar offrivano droghe in grado di soddisfare ogni gusto ed esigenza degli acquirenti”.

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Nell’ambito di specifici servizi di contrasto al fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, nella mattinata di ieri,  la Squadra Mobile ha tratto in arresto due fratelli di Castellaneta, rispettivamente  di  32 e 26 anni, entrambi pregiudicati, per illecita detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Gli investigatori, raccolte delle notizie confidenziali, hanno predisposto un servizio di appostamento presso un bar gestito dai due fratelli e sito a Castellaneta.

Qui, secondo quanto appreso dai poliziotti, i due fratelli avrebbero avviato una fiorente attività di spaccio di droga.

La paziente e discreta osservazione di quanto avveniva  nel bar ha dato i suoi frutti: gli uomini della Squadra Mobile, di fatto, hanno assistito ad uno scambio di “merce” e denaro tra il maggiore dei due fratelli ed un “cliente” poi fermato ed identificato.

La successiva perquisizione personale sul “barista” ha permesso di reperire  in una tasca dei pantaloni  ben 15 involucri, identici a quello oggetto di scambio, contenenti 9.8 gr. di cocaina e la somma di 625 euro.

Visti i riscontri positivi la perquisizione ha coinvolto anche l’abitazione dei genitori dei due fratelli, dove risiede il minore dei due.

Infatti, nella camera da letto del 26enne, all’interno del comodino, sono stati rinvenuti tre involucri di cellophane contenenti 23 gr. di marjuana, mentre, all’interno di un carrello porta spesa, ne sono stati reperiti altri due contenenti ben 298 gr. della stessa sostanza.

In un’altra camera da letto, inoltre, in un borsello custodito all’interno di un comò sono stati trovati 7.900 euro, un bilancino di precisione, dei ritagli di cellophane ed altro materiale utile al confezionamento delle dosi. Il tutto è stato sottoposto a sequestro.

Per quanto emerso  i due fratelli sono stati arrestati e condotti presso la locale casa circondariale dove sono stati posti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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La Sezione Falchi della Squadra Mobile ha dato esecuzione al decreto col quale l’Autorità Giudiziaria ha sospeso cautelativamente la misura alternativa della detenzione domiciliare applicata ad un pregiudicato 49enne di Taranto, disponendo la sua traduzione presso la locale Casa Circondariale per la prosecuzione dell’espiazione della pena in regime ordinario.

I motivi che hanno portato a questo provvedimento del magistrato di sorveglianza sono scaturiti dagli esiti positivi di una perquisizione –  di cui abbiamo dato notizia ai media il 6 di questo mese – effettuata congiuntamente dagli uomini della Squadra Mobile e del Commissariato di P.S. “Borgo” presso un immobile disabitato.

Tale perquisizione, avvenuta la sera del 5 settembre scorso, aveva permesso il rinvenimento di quanto segue: una pistola a tamburo con matricola abrasa, 5 proiettili di calibro 7.65 mm, una dose di 0,6  grammi di cocaina, tre bilancini di precisione, un flacone di metadone, un giubbotto antiproiettile e due buste contenenti delle monete per una somma complessiva di 580 euro.

Dall’attenta analisi degli oggetti reperiti, gli investigatori sono riusciti a riscontrare elementi univoci che hanno ricondotto la proprietà di alcuni di questi al pregiudicato 49enne e alla sua compagna convivente.

Costoro, infatti, vivono in un’abitazione posta di fronte all’alloggio dell’immobile perquisito che, per stessa ammissione dell’arrestato, in precedenza era stato occupato da suo figlio.

Di conseguenza l’Autorità Giudiziaria, basandosi su quanto scoperto dagli investigatori, ha ravvisato l’elevata pericolosità sociale del soggetto, nonché una gravissima condotta assolutamente incompatibile con la prosecuzione della misura alternativa delle detenzione domiciliare.

Pertanto il magistrato di sorveglianza, proponendo la revoca di tale beneficio, ha decretato la sospensione cautelativa della detenzione domiciliare, disponendo la prosecuzione della pena presso la locale Casa Circondariale.