Dalla Regione un milione e mezzo per il ponte acquedotto di Gravina


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Un milione e mezzo di euro per cancellare i segni del tempo.
La giunta regionale guidata da Michele Emiliano, su proposta dell’assessore regionale alle infrastrutture Giovanni Giannini, ha stanziato un milione e mezzo di euro per il consolidamento ed il restauro del ponte acquedotto della Madonna della Stella, accogliendo la richiesta in tal senso avanzata dal Comune di Gravina in Puglia. Nei mesi scorsi, infatti, proprio in riferimento al ponte, Palazzo di Città aveva predisposto la progettazione definitiva necessaria a reperire risorse di matrice regionale. Adesso arriva la risposta, positiva, della Regione. «Dire che sono contento è dire poco», commenta il sindaco Alesio Valente. «Non solo consegniamo a Gravina un altro, importante finanziamento», aggiunge il primo cittadino, «ma creiamo finalmente le condizioni per intervenire, in maniera complessiva ed organica, su un bene che era già stato oggetto delle nostre attenzioni negli anni passati, con investimenti ritagliati nel bilancio comunale e perciò insufficienti rispetto alle cure rese indispensabili da decenni di abbandono ed incuria. Era doveroso ricercare altre strade: le abbiamo seguite ed ora siamo nelle condizioni di operare al meglio».
Alto 37 metri, lungo 90 e largo quasi 6, il viadotto che attraversa il torrente in passato detto Crapo (oggi Gravina), attorno alla metà del Settecento fu ristrutturato ed adibito anche ad acquedotto dalla famiglia Orsini, per portare sotto le mura della città le acque delle sorgenti Sant’Angelo e San Giacomo. Divenuto uno degli elementi chiave dell’identità gravinese, il ponte acquedotto è da ultimo salito alla ribalta anche cinematografica per essere stato sede e sfondo – solo per stare all’ultimo mese – di film quali No time to die (nuovo episodio della saga di James Bond) e The last planet (con la regia di Terrence Malick), confermando così la sua rilevanza quale attrattore anche sul piano culturale e turistico. Da qui la scelta di candidarlo ai finanziamenti ora ottenuti, che consentiranno di garantirne il consolidamento ed il restauro per poterlo guarire da mali insidiosi. In particolare, si interverrà per illuminarlo in maniera adeguata ed affidarlo per intero alla tutela della videosorveglianza, ma anche e soprattutto per eliminare le infiltrazioni che permeano attraverso le sconnessioni della pavimentazione interessando le strutture murarie, così dando origine a fenomeni erosivi, presenza di vegetazione infestante, fenomeni fessurativi in corrispondenza del pilone centrale e dell’intradosso delle arcate inferiori. Situazioni che, sebbene non ne intacchino nell’immediato la stabilità, rappresentano comunque una minaccia, almeno nel medio e lungo periodo. «Ringrazio l’assessore Giannini ed il presidente Emiliano per aver dimostrato, una volta ancora, la loro sensibilità alle esigenze della comunità gravinese», chiosa il sindaco Valente. Nelle prossime settimane, dopo la formalizzazione degli adempimenti burocratici, la somma sarà trasferita nella disponibilità del Comune che, a quel punto, potrà dar corso – sulla base della progettazione esecutiva – all’indizione della gara d’appalto ed all’affidamento dei lavori. (ComStampa)