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A.R.S.S.A.B. SU COVID-19 Case di riposo Basilicata e la replica ai Sindacati alle accuse

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Sono costretto a replicare con molta durezza ai comunicati diffusi in questi giornidai sindacati CGIL, UIL, SPI CGIL, FNP CISL, UILP UIL. Non so da dove derivino le informazioni che li spingono ad affermare che nella nostra Regione non si stiano prendendo iniziative a tutela degli ospiti e dei lavoratori delle Case di Riposo. Non abbiamo mai ricevuto manifestazioni di interesse diretto da parte di nessun rappresentante sindacale, mai un contatto, mai una visita nelle nostre strutture, mai una proposta di aiuto, mai una indicazione utile.

Anzi, mi correggo, qualche indicazione utile ci è stata fornita, ma a mezzo stampa e con oltre un mese di ritardo. Non comprendiamo le espressioni di preoccupazioni e di allarmismo, che appaiono grottesche in assenza, si ripete, di qualunque tipo di contatto diretto con le associazioni di categoria, che si reputano essere evidentemente interlocutori non necessari, date le condotte comunicative fin qui adottate dai rappresentanti sindacali. Surreale la richiesta di incontro in videoconferenza al Presidente della Regione e all’Assessore alla Sanità senza invitare i rappresentanti degli imprenditori del settore.

Non comprendiamo neanche l’assimilazione alla grave situazione verificatasi presso il centro di riabilitazione Don Gnocchi di Tricarico, data la caratterizzazione esclusivamente sanitaria della struttura, che risponde a criteri organizzativi di altra tipologia rispetto alle residenze socio-assistenziali per anziani.

Informiamo, dunque, che tutte le strutture socio-assistenziali per anziani sin dal primo momento in cui si è verificata l’emergenza, si sono mobilitate ad applicare disposizioni di contrasto al Covid-19: dall’igienizzazione degli ambienti alla maggior cura dell’igiene degli anziani, tanto che alcune strutture al fine di rassicurare i familiari hanno persino postato sui social queste attività, contravvenendo alla nostra normale politica di riservatezza. Possiamo anche dare contezza di quanto materiale igienizzante e di quanti dispositivi di sicurezza individuali le strutture, di tasca loro, hanno comprato e messo a disposizione dei loro lavoratori; inoltre possiamo anche dare contezza del “quasi nulla”, ricevuto da chicchessia in questo momento estremamente delicato. Anche la polemica nei confronti degli operatori è quanto mai inopportuna.

Inoltre, per salvaguardare i nostri anziani ospiti, appena è iniziata la diffusione del contagio sul territorio nazionale, abbiamo adottato misure prudenziali che si sono fatte rapidamente sempre più stringenti. Dapprima abbiamo limitato fortemente la possibilità di accesso all’interno delle residenze, possibile solo con DPI e per tempi molto limitati. Poi, sebbene a malincuore, nei primi giorni di marzo abbiamo vietato l’accesso a tutti i visitatori, ai fornitori, al personale esterno, anticipando anche le disposizioni ministeriali e regionali.

Come associazione di categoria, non abbiamo intenzione di avere un evento critico per darci da fare. Siamo al lavoro da settimane. Consapevoli del rischio, vogliamo essere preparati ad affrontare un’eventualità del genere ed abbiamo iniziato con il predisporre un documento congiunto A.R.S.S.A.B. e ANSDIPP Basilicata, indirizzato agli organi Regionali e Sanitari, contenente una formale richiesta di iniziative da mettere in atto per prevenire il rischio di diffusione del contagio all’interno delle case di riposo, prevedendo anche la possibilità di effettuare tamponi per ospiti e operatori secondo un percorso preferenziale, finalizzato all’eventuale isolamento di casi positivi.

Stiamo, inoltre, lavorando per articolare un piano in caso di situazioni di contagio, individuando delle strutture alberghiere che ci hanno dato disponibilità ad ospitare eventualmente i nostri anziani, in modo da poter isolare e garantire il distanziamento sociale di eventuali casi positivi al COVID-19; stiamo predisponendo un piano di trasferimento attraverso mezzi adeguati, in parte già reperiti e resi disponibili da alcune case di riposo; stiamo dettagliando le procedure esecutive per i nostri operatori.

Per noi non si tratta di un esercizio di stile ma di una preoccupazione molto seria e contingente, che ci spinge ad essere seri e rigorosi all’ennesima potenza. Abbiamo bisogno di contributi costruttivi da parte di ogni professionista in grado di darlo. Non abbiamo bisogno di controlli: abbiamo bisogno di aiuto, ad esempio nel reperire DPI, magari anche a buon prezzo visto che questo tipo di attività non percepisce nessun contributo economico di carattere sanitario (tanto per ricordarlo alla politica e al sindacato), abbiamo anche bisogno di effettuare i tamponi agli ospiti e soprattutto agli operatori.

Non abbiamo il tempo di partecipare ai teatrini. Questa è soprattutto una guerra contro il tempo, nella quale essere lucidi e mantenere la calma non è facile, ma è proprio in questo momento che la responsabilità individuale ha un valore elevatissimo. Noi, che abbiamo la responsabilità di salvaguardare la salute di una parte di popolazione particolarmente fragile, abbiamo il dovere di essere più attenti degli altri.

Restiamo a disposizione delle sigle sindacali per rispondere ad ogni domanda che vogliano proporci e ad accogliere ogni suggerimento o aiuto che possano fornirci.

Dr. Vincenzo Clemente, Presidente A.R.S.S.A.B.

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