Cronaca dei Carabinieri su Grumo Appula (BA) e Lecce

I Carabinieri della Stazione di Grumo Appula, in esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Bari, su richiesta della locale Procura della Repubblica, hanno arrestato un 52enne di Toritto (BA) ed un. 28enne di Palo del Colle (BA) per rapina aggravata e lesioni personali in concorso, ai danni di un 83enne.I due malfattori, alle 14.00 del 1 settembre scorso, travisati ed armati di un coltello, erano  penetrati in casa dell’anziano, residente in Grumo Appula e dopo averlo minacciato e selvaggiamente picchiato, causandogli gravi lesioni al volto, si erano fatti consegnare la somma di 500 euro che l’anziano custodiva in casa. Le indagini immediatamente avviate dai militari della locale Stazione, coordinate dalla Procura della Repubblica di Bari, supportate soprattutto dalla lucida e minuziosa descrizione dei rapinatori fatta dalla vittima e corroborate da immagini di videosorveglianza estrapolate da impianti dislocati lungo la via di fuga dei malfattori, hanno consentito di raccogliere  importanti elementi di responsabilità a carico dei due indagati, consentendo così la celere emissione del provvedimento restrittivo. Per i due rapinatori si sono aperte le porte della Casa Circondariale di Bari.

Sul loro conto i Carabinieri continuano gli accertamenti per scoprire se possono essere ritenuti i responsabili di altri gravi fatti avvenuti nella zona.

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E’ salito a due il numero delle vittime dell’esplosione nella fabbrica di fuochi d’artificio avvenuta il 9 novembre scorso e nella quale è morto sul colpo il figlio 19enne, Gabriele, di uno dei tre fratelli Cosma, proprietari dell’azienda. Nell’ospedale ‘Perrino’ di Brindisi dove era ricoverato in gravi condizioni nel reparto Grandi Ustioni Giovanni Rizzo, di 41 anni, di Carmiano, che aveva riportato ustioni sul 95% del corpo. Nell’ambito delle indagini sull’esplosione è indagato il padre del ragazzo 19enne morto il 9 novembre scorso, Dario Cosma. A provocare l’esplosione potrebbe essere stata una fiammata improvvisa generata dal macchinario per l’asciugatura dei colori. Al momento della deflagrazione, che causò il crollo del piccolo deposito rurale in muratura dove stavano lavorando la vittima e Giovanni Rizzo erano presenti, poco distanti, anche il padre di Gabriele e uno degli zii paterni, rimasti illesi.