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Libri: a Taranto panchine letterarie in otto luoghi simbolo (VIDEONEWS)

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Si chiamano ‘TAlassà’ le panchine letterarie che inizieranno a essere installate a partire da oggi in 8 luoghi particolarmente significativi della città di Taranto: piazza Castello, nei pressi del Castello Aragonese, piazza Maria Immacolata e corso Due Mari. Domani sarà la volta del lungomare, all’altezza dell’ingresso della passeggiata Leogrande, di Villa Peripato e di piazzale Dante nei pressi della biblioteca Pietro Acclavio. Le operazione di montaggio si concluderanno venerdì 2 dicembre con piazzale Democrate e via Cariati. Si passerà poi alle decorazioni, ognuna ispirata a un’opera letteraria legata a Taranto. La selezione è avvenuta, nei mesi scorsi, attraverso un processo collettivo di ricerca e mappatura dei testi che contengono suggerimenti e immagini di autori del Novecento che hanno percorso Taranto: Raffaele Carrieri, Salvatore De Rosa, Alessandro Leogrande, Michele Pierri, Alda Merini, Pier Paolo Pasolini, Ettore Toscano e Cosimo Fornaro. Ogni panchina è costituita da un elemento letterario che riprende la forma stilizzata di un libro aperto, e un elemento marino che consiste in una seduta portante obliqua a forma di onda. Le panchine, inoltre, sono state dotate di moduli fotovoltaici inseriti nella parte superiore dell’elemento letterario per ricaricare telefoni o qualsiasi altro dispositivo elettronico, attraverso l’installazione di una presa Usb. Il progetto nasce da una collaborazione tra l’assessorato alla cultura del Comune di Taranto e l’associazione di promozione sociale ‘Il Gazebo Esagonale’, attiva dal 2015 con sede nel rione Porta Napoli. “Le panchine letterarie – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Fabiano Marti – nascono con l’obiettivo di costituire un elemento culturale di arredo urbano, ma anche un’occasione di inclusione sociale. L’idea è di vivere un’esperienza artistico-letteraria godendo degli scorci più suggestivi che la nostra bellissima città regala ai suoi abitanti e ai sempre più numerosi turisti che ne restano ammaliati”. 

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