Taranto e Brindisi : operazioni delle Fiamme Gialle (VIDEO)

Il Comando Provinciale di Brindisi, nei giorni scorsi, ha attuato un’intensificazione delle attività di controllo economico del territorio, predisponendo appositi servizi finalizzati alla prevenzione ed alla repressione dei fenomeni del traffico e dello spaccio di sostanze stupefacenti. In tale contesto, i militari del Gruppo di Brindisi, con l’ausilio del
cane antidroga “Fabrik” delle unità cinofile, nei pressi della locale stazione ferroviaria, hanno fermato e controllato un brindisino trovato in possesso di un quantitativo di sostanza stupefacente del tipo “marijuana” abilmente occultato sulla persona. La successiva perquisizione presso l’abitazione del fermato ha consentito di rinvenire e sottoporre a sequestro, all’interno di uno zaino, 291 grammi di “marijuana” ed un bilancino di precisione.
Il responsabile della condotta criminosa, P.D. di 19 anni, è stato tratto agli arresti domiciliari su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, per la violazione dell’articolo 73 del D.P.R. 309/90.

Dall’inizio dell’anno, sono stati 55 i responsabili segnalati all’Autorità Giudiziaria, di cui 22 in stato di arresto, per reati in materia di traffico e detenzione di droga mentre 132 soggetti sono stati segnalati all’Autorità Prefettizia ai sensi dell’art. 75 del D.P.R. 309/90 in quanto trovati in possesso di sostanze stupefacenti per uso personale.
L’attività della Guardia di Finanza di Brindisi, che proseguirà nei prossimi giorni, si inserisce in un più ampio quadro di controllo economico del territorio, realizzato – mediante appositi servizi di pattugliamento, perlustrazione ed osservazione – nei luoghi della provincia maggiormente a rischio.

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Militari del Gruppo di Taranto hanno eseguito una ordinanza di applicazione di misure cautelari di arresti
domiciliari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Taranto, Dr. Benedetto Ruberto, nei confronti di sette persone, sei delle quali residenti nella provincia di Taranto ed una residente nella provincia di Avellino. I reati contestati sono quelli di associazione per delinquere finalizzata alla sottrazione di prodotti petroliferi all’accertamento ed al pagamento dell’accisa, truffa e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.
Il provvedimento rappresenta l’epilogo di indagini, dirette dal dott. Lanfranco MARAZIA, Sostituto della Procura della Repubblica e co-delegate alla Guardia di Finanza e all’Ufficio delle Dogane di Taranto, che hanno consentito di
individuare l’esistenza e l’operatività di una consolidata organizzazione criminale operante nel territorio jonico, la
quale acquisiva la disponibilità di ingenti quantitativi di gasolio agricolo, proveniente da vari depositi ubicati anche e nel Lazio), utilizzando falsa documentazione dalla quale risultava che il prodotto era destinato a soggetti legittimati
a riceverlo. In realtà, detto prodotto, complessivamente quantificato in 81 milioni e 500 mila litri, finiva sul “mercato nero” alimentato dalla incessante domanda di gasolio che i vertici dell’associazione ricevevano da un consistente bacino di clienti. Uno degli autoarticolati utilizzati per il traffico illecito, già sequestrato nel mese di dicembre 2015 e sottoposto a vincolo cautelare presso la caserma “Lorenzo Greco” delle Fiamme Gialle di Taranto, è risultato indicato in epoca successiva nei documenti di accompagnamento; ciò ad evidente riprova di come il sodalizio falsificasse i documenti e le annotazioni riportate sui registri di carico e scarico dei carburanti al fine di impedirne la tracciabilità.
L’attività investigativa, durata due anni, è consistita in pedinamenti, osservazioni, accertamenti bancari, analisi
documentali che hanno permesso di intercettare 5 distinti illeciti trasporti di prodotto energetico con accisa agevolata e sequestrare 5 motrici con rimorchio che trasportavano 79 mila litri di gasolio agricolo.
Nella predetta illecita attività risultano coinvolte 6 imprese operanti nel settore del commercio di prodotti petroliferi,
due delle quali con sede a Palagiano (TA), 20 imprese di autotrasporti, con sedi in Puglia, Campania, Basilicata e
Calabria, nonché altre 82 persone, tra intermediari di commercio nel settore dei prodotti petroliferi e
autotrasportatori.
Nei confronti di quest’ultimi sono stati ipotizzati i reati di truffa e falsità ideologica commessa dal privato in atto
pubblico.
Inoltre è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo
– ex art. 321 C.P.P. – di beni e prodotti finanziari nella
disponibilità delle predette persone arrestate e di 58
denunziati, fino alla concorrenza dell’importo complessivo
di 53 milioni e 260 mila euro, di cui:
– 39 milioni e 151 mila euro relativi all’importo delle
accise evase;
– 14 milioni e 109 mila euro relativi all’indebito risparmio
dell’I.V.A..
Nell’ambito dei predetti beni figurano:
 6 depositi commerciali di oli minerali siti a Palagiano
(TA), Scanzano Jonico (MT), Aliano (CE), Somma Vesuviana (NA), Torre Annunziata (NA) e Fiumicino
(Roma);
25 motrici e 16 rimorchi impiegati per gli illeciti trasporti
di prodotti petroliferi.