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Xylella: droni e sensori per individuazione precoce focolai

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I focolai di xylella fastidiosa, batterio killer degli ulivi, potranno essere individuati con droni e sensori.

E’ il risultato di un accordo tra Dta (Distretto tecnologico aerospaziale) e Unaprol (Unione nazionale produttori olivicoli) per il monitoraggio precoce della malattia. Nel progetto Redox sono coinvolti anche Planetek Italia, l’Enav e il Cnr. “Grazie alla tecnologia – è scritto in una nota – sarà possibile la individuazione dei focolai nei primissimi stadi della infezione, per ridurne la velocità di avanzamento”. E’ prevista l’elaborazione di immagini acquisite da satellite, aereo, drone e rilievi terrestri, che potranno “rendere più precise ed esaustive le attività di monitoraggio”.
    L’obiettivo è quello di perlustrare l’intero territorio regionale e definire strumenti di intervento con validazione scientifica da mettere a disposizione di amministrazioni pubbliche e imprenditori agricoli che potranno quindi intervenire con potature e lavorazioni del terreno. L’accordo avrà durata sino a dicembre 2024. Per Giuseppe Acierno, presidente del Dta, “le tecnologie e gli strumenti digitali genereranno una trasformazione anche nel settore agricolo ed agroalimentare”. Il direttore nazionale Unaprol e direttore di Coldiretti Puglia Nicola Di Noia ricorda che “monitoraggio, campionamento, analisi di laboratorio e continua ricerca, considerato che non esiste ancora una cura per la batteriosi, per l’individuazione dei focolai nei primissimi stadi della infezione su piante sensibili e la successiva rimozione secondo legge, restano l’unica soluzione per ridurre la velocità di avanzamento della infezione”. Donato Boscia, dirigente di ricerca del Cnr-Ipsp (Istituto per la protezione sostenibile delle piante) evidenzia che “il miglioramento dei programmi di sorveglianza è un obiettivo strategico per prevenire l’insorgenza di nuove epidemie in aree indenni o contenere l’ulteriore diffusione di epidemie in atto”.

Voce Mimmo Moramarco

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